March 19, 2006
Dal 20 aprile al 31 maggio, verrà presentato il lungo e vasto percorso artistico di Antonia Campi attraverso l'esposizione di opere appartenenti ai diversi momenti creativi dell'autrice: dai manufatti realizzati a Laveno, al lavandino "Torena" per le ceramiche Pozzi-Ginori, alle micro-porcellane degli anni '80, ai modelli per i gioielli, alle sculture montate a quadro, sempre in ceramica.
I questa occasione verranno anche presentate due sue ceramiche inedite, realizzate per la Galleria Terre d'Arte, in tiratura limitata e numerata.
La mostra, realizzata in collaborazione con la Galleria Anna Maria Consadori, di Milano e la Casati Gallery di Chicago, è curata da Anty Pansera, che firma anche un testo del catalogo.
Nome tra i più noti nell'ambito del design e personaggio volitivo Antonia Campi (Sondrio, 1921) effettua sin da giovanissima una scelta "controcorrente" frequentando il corso di scultura all'Accademia di Belle Arti di Brera dove, tra gli insegnanti, incontra Francesco Messina (1900-1995) che, pur sensibile alle tendenze dell'arte moderna, continua a rappresentare comunque la fedeltà alla tradizione. Ma Neto tende a conoscere e a far proprie soprattutto altre esperienze europee: di scultori, naturalmente, ed allora Hans Arp, Henry Moore, Barbara Hepworth… ma anche di pittori, Max Ernst e Yves Tanguy.
E già nel 1947 esplicita la sua scelta "operativa" : proprio nel mondo della ceramica, quella "a gran fuoco".
Nel 1948 entra come operaia addetta alla decorazione alla Società Ceramica Italiana di Laveno, in un momento in cui l'art director è ancora Guido Andloviz il quale però, riconoscendo il valore e le potenzialità di Neto, ben presto la inserisce nel " reparto artistico" dell'azienda. Ed è del 1950, marchiato Laveno, forse il suo primo "prodotto", un piccolo vaso in porcellana e la partecipazione, negli Stati Uniti, alla mostra "Italy at work. Renaissance in Design Today", itinerante tra il 1950 e il 1953 in dodici musei statunitensi.
A metà degli anni '50 viene segnalata per il Compasso d'Oro per il progetto di utensili ancora oggi esposti al MoMa di New York.
Nel 1958 inizia a dedicarsi alla progettazione di apparecchi sanitari per la SCI e dal 1965 per Richard Ginori: è del '58 il notissimo lavabo "Torena"; del 1960 il "Cervino".
Succede quindi ad Andlovitz nel 1962 alla guida della SCI e per la Società Ceramica progetta oggetti quotidiani: dalla tazza per il caffè al vaso da fiori al portaombrelli…, terraglia forte messa in forma con una grammatica e una sintassi astratta dei modelli, con vuoti a dominare sui pieni o "a buchi" e declinati spesso, per la decorazione, nell'allora inconsueto bianco e nero.
Dal 1971, in qualità di art-designer del Centro Artistico SCI Richard-Ginori, cura il design di tutta la produzione dell'azienda giungendo a dirigere il settore industrial design per la produzione di piastrelle e sanitari Pozzi Ginori.
Riprende negli anni '80 la ricerca artistica realizzando una serie di microporcellane sperimentando
Sue ceramiche figurano al MoMa di New York, allo Staatliches Museum di Monaco di Baviera e al Museum of Modern Art di Philadelfia, al Victoria and Albert Museum di Londra e al Montreal Museum of Decorative Art.
Recentemente si è dedicata alla sperimentazione di gioielli, alcuni dei quali in mostra anche a Torino
Un'occasione dunque quella offerta dalla mostra dedicata ad Antonia Campi per un viaggio a ritroso nel mondo artistico italiano dagli anni '50 ad oggi attraverso lo sguardo e il genio di una delle più innovative e significative artiste e designer del secolo
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| PORTALAMPADA - C 272 | VASO - C 8 | VASE - C 347 |
Galleria Terre d'Arte
Via Maria Vittoria 20/A, Torino (Italy)
April 20, 2006 - May 31, 2006
Open Monday to Saturday: 10,30 - 13,15 / 16,15 - 19,30